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Banksy a Roma … una mostra, un messaggio chiaro!

Banksy a Roma.

 

Nei miei anni londinesi, mi è capitato più volte di incappare nei graffiti di Banksy, soprattutto la mattina quando, per recarmi al lavoro, percorrendo Old Street, mi trovavo faccia a faccia con la famosa ‘We Will Win’ e il ‘Rat Bridge’. Ma anche semplicemente camminando per i canali che conducono a Camden era inevitabile imbattersi in alcune sue opere come il ‘Wallpaper Hanging’ o il ‘Fishing Boy’.


E finalmente Banksy, l’anonimo “imbrattatore di muri” più famoso al mondo e di tutti i tempi, il più ricercato ma soprattutto il più amato, è arrivato a Roma!
A Palazzo Cipolla (via del Corso, dal 24 Maggio al 4 Settembre) ha preso vita un’ampia esposizione di ben 150 opere, la più ricca della carriera di Bansky.
Intitolata “GUERRA, CAPITALISMO & LIBERTA’”, come i temi cardine dello street artist internazionale, la mostra è composta da opere originali su carta, stampe, sculture e vari oggetti -tutti provenienti da collezioni private- molte delle quali mai esposte fino ad ora.
Un evento non solo tanto atteso e già stra-visitata, ma soprattutto una mostra no-profit, che mira a divulgare un forte messaggio didattico rivolto ai giovani studenti. La mostra è promossa e realizzata dalla fondazione Terzo Pilastro-Italia e Mediterraneo e curata da Acoris Andina (con sede a Londra)  con Stefano Antonelli e Francesca Mezzano (999 Contemporary), già apprezzati per la loro iniziativa e cura del progetto dei murales a Tormaracia.
Ma molti si chiederanno: chi è questo artista così strano, con un nome così strano e che produce cose strane? Chi è questo personaggio? Chi è Banksy? Probabilmente originario di Bristol, che ha influenzato enormemente la scena artistica a livello mondiale ed è oggi considerato il massimo esponente del movimento artistico conosciuto come Street Art? 
Una delle sue prime performance, che lo hanno reso famoso, fu la sua abilità di entrare nei musei più importanti del mondo e appendere le sue opere tra le altre già presenti. Spesso ci sono voluti giorni prima che qualcuno si accorgesse della presenza di “dame settecentesche con maschere antigas”, oppure di “bambini con armi in mano” o di “ratti con occhiali 3D” accanto a opere famose e per nulla contemporanee alle sue! Immaginate la faccia della gente!!!


Non si conosce il suo vero nome, il suo volto o il suo indirizzo, ma le sue opere si possono trovare da Parigi a New York passando per la Cisgiordania.
 Trait d’union tra tutte è il soggetto prediletto di Bansky, simbolo sociale e politico allo stesso tempo, i suoi ‘ratti’: “loro esistono senza permesso, sono odiati, braccati e perseguitati. Vivono in silenziosa disperazione tra il sudiciume. E tuttavia sono in grado di mettere in ginocchio intere civiltà. Se sei sporco, insignificante e nessuno ti ama, allora i topi sono il tuo modello“. (Banksy – Wall and Peace).


Lo scorso anno, evolvendo la sua arte in modo esponenziale e multi-dimensionale, ha ideato Dismaland, un’installazione della durata di un mese (21 agosto – 27 settembre) presso Tropicana, un lido in disuso nella località turistica del Somerset, Weston-super-Mare, in Inghilterra. La mostra si presentava come un parco divertimenti anti-Disneyland, da lui stesso descritto come un “parco a tema non adatto ai bambini”. Durante la sua realizzazione, è riuscito a non far trapelare nulla tanto che la gente del posto pensava si trattasse dell’allestimento di un set cinematografico per girare un nuovo thriller. Inutile dire che questo parco distopico e straniante, con sirenette degenerate, barconi di profughi affondati, giostre decadenti, ha avuto fin dai primi giorni un record assoluto di visitatori.

In Italia l’unica sua opera finora riconosciuta è a Napoli, su un vecchio palazzo in Piazza dei Girolamini : uno stencil chiamato la “Madonna con la pistola”.

Purtroppo, molte sue opere oggi vengono rimosse, come per esempio il murales a Londra con gli attori di Pulp Fiction che stringono banane anziché pistole, è stato recentemente rimosso: il suo valore stimato si aggirava intorno ai 400 000 euro.

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Banksy a Napoli

 

Nella mostra, vi assicuro, è impossibile non percepire la carica e il messaggio che l’artista vuole esprimere attraverso l’opera: la si percepisce immediatamente dalle forme, dalle spruzzate di colori, dalla sovrapposizione di vari soggetti … 
E’ ben messa in luce la sua visione artistica rispetto agli avvenimenti sociali e politici internazionali degli ultimi anni e di quelli attuali, dalla serigrafia di alcune scimmie che dichiarano “Laugh Now But One Day I’ll Be in Charge” (Ridete adesso ma un giorno saremo noi a comandare), passando per l’agghiacciante immagine di “Kids on Guns”. 

Personalmente trovo la sua arte ricca di umanità, ricca di spazio dato a quei cuori che nessuno fa battere, a quelle voci che nessuno ascolta, a quegli esseri umani che purtroppo molti non considerano più tali.
 E’ molto diretto, arriva a tutti anche a coloro che non sanno leggere o che non vogliono farlo! Il suo anonimato e il suo anticonformismo spiegano la difficoltà a inquadrare e definire un artista di tale portata ed anche il motivo per cui non è mai stata esposta all’interno di un museo privato una rassegna delle sue opere.                                                                                       Avete tempo fino al 4 Settembre per visitare questa mostra, qui tutte le informazioni riguardo gli orari e i costi dei biglietti.
Ma tenete sempre gli occhi aperti quando camminate per le vie della vostra città, qualche bel murales o stencil dell’artista anonimo potrebbe attirare la vostra attenzione e perché no, rendere più bella la vostra giornata! vi lascio alle foto della mostra …

Monolito (freetime!)

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Banksy. Immagini dalla mostra

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Banksy. Immagini dalla mostra

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Banksy. Immagini dalla mostra

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