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Eccomi. Jonathan Safran

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Eccomi – J. Safran

 

Eccomi. Si cresce. Si diventa uomini. Si prende la propria strada. Ma nel cuore di ogni uomo, che si voglia o no, rimane sempre il desiderio di casa, della famiglia, della persona amata. Un libro molto particolare e difficile. Non è certamente il classico libro da lettura serale. Soprattutto non è in linea con i libri precedenti dell’autore, si distacca completamente per spessore e stile.  Conosco gli altri libri di Safran (in particolare “Ogni cosa è illuminata“) e forse proprio per questo, sono rimasto un po’ perplesso dalla scelta di raccontare certi aspetti della vita.

Alcune pagine le ho lette più volte, e ho guardato alla  mia vita quotidiana e agli innumerevoli spunti di riflessione che mi offre. Il libro trova spazio nella dimensione di una  vita coniugale e del suo rimanere imprigionata ad un’assurda routine, che non offre uscite di sicurezza. Jacob e Julia  cercano di uscire da questa routine, ci provano, ma lui sembra imprigionato in una quantità di piccoli rituali che gli danno sicurezza e lei, pur sforzandosi di cambiarlo,  sembra rassegnata a non riuscire a portare nuova freschezza alla vita di coppia. A tutto ciò dobbiamo aggiungere tre figli molto svegli, al limite del cinismo, che fanno fatica ad accettare le tradizioni ebraiche familiari e religiose, le schermagli di coppia che a loro provoca più di uno sbadiglio, una incipiente sessualità che li travolge. C’è però un’interruzione, qualcosa che stacca e volge la storia in un’altra direzione, qualcosa che ci distrae e smuove un po’: un terremoto violento che colpisce l’Israele. Qui il ritrovamento, il contrasto e il racconto delle proprie radici, della propria gente e dei ricordi.

Ci sono molte riflessioni in ogni pagina del libro. Alcune sono interessanti e curiose altre invece sembrano solamente un “trip” dell’autore, come l’eccessiva ripetizione delle tragiche vicende del popolo ebraico che va oltre il “ricordare”.

Un libro non facile, difficile da capire ed essere digerito subito. Quando lo leggi capisci che è un libro diverso ma capisci anche che devi continuare a leggerlo. Non è certamente un libro da leggere prima di andare a nanna; un libro che magari fra un po’ di anni, quando avremo avuto il tempo di capirlo e rifletterci sopra, potrà essere inserito tra i classici libri che “devono essere letti“!

– La trama – 

«Eccomi.» Così risponde Abramo quando Dio lo chiama per ordinargli di sacrificare Isacco. Ma com’è possibile per Abramo proteggere suo figlio e al tempo stesso adempiere alla richiesta di Dio? Come possiamo, nel mondo attuale, assolvere ai nostri doveri a volte contrastanti di padri, di mariti, di figli, di mogli, di madri, e restare anche fedeli a noi stessi?

Ambientato a Washington nel corso di quattro, convulse settimane, Eccomi è la storia di una famiglia sull’orlo della crisi. Mentre Jacob, Julia e i loro tre figli devono fare i conti con la distanza tra la vita che desiderano e quella che si trovano a vivere, arrivano da Israele i cugini in visita, in teoria per partecipare al Bar Mitzvah del tredicenne Sam. I tradimenti coniugali veri o presunti, le frustrazioni professionali, le ribellioni e le domande esistenziali dei figli, i pensieri suicidi del nonno, la malattia del cane, anche i previsti festeggiamenti: tutto rimane in sospeso quando un forte terremoto colpisce il Medio Oriente, innescando una serie di reazioni a catena che mettono a repentaglio la sopravvivenza dello stato di Israele. Di fronte a questo scenario imprevisto, ognuno sarà costretto a confrontarsi con scelte a cui non era preparato, e a interrogarsi sul significato della parola casa.
L’atteso ritorno di Jonathan Safran Foer alla narrativa dopo oltre dieci anni travolge con l’energia e l’impatto emotivo del suo libro d’esordio, confermando il talento di uno scrittore unico. Ironico e irriverente, commovente e profondo: un romanzo-mondo che affronta in una prospettiva universale i temi cari all’autore – i legami famigliari, le tragedie della Storia, l’identità ebraica – e insieme apre squarci di grande intimità.