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“Il pensiero è creazione”: Intervista a MARCO CUOMO di Backpacker Adventure .

Cari amici “in the Kitchen”, “in the world” e con molto “freetime”!Oggi conosciamo un ragazzo che ha fatto del suo principale “pensiero” della vita, una vera e propria passione. Marco Cuomo, un giovane viaggiatore ed esploratore Italiano, un appassionato dell’avventura, dell’antropologia e della natura del mondo. Ad oggi ha visitato circa 80 paesi del mondo, conducendo, tra i vari, ben tre safari overland in Africa.

Dal 2009, anno in cui ha partecipato alla sua prima spedizione antropologica, non si è più fermato. Ha fatto parte di due spedizioni nella foresta Amazzonica, in Patagonia in Etiopia, Tanzania, Namibia e in Botswana.
In Himalaya ha raggiunto la vetta dell’Island Peak 6189mt.
Nel 2014 è stato l’unico italiano selezionato da National Geographic per il concorso EXPEDITION GRANTED.
E’ certificato Guida Ambientale Escursionistica di primo livello da AIGAE e da diversi anni come me, è Tour leader per Viaggi Avventure nel Mondo.
Ma soprattutto è un bravissimo “narratore” di viaggi. Ha un suo blog che si chiama              ” Backpacker Adventure” ricco di racconti, di interviste, di informazioni utili per i viaggiatori; un’immersione in un continuo contatto con la natura e le popolazioni … io passo intere serate a leggerlo, credetemi, è arricchente, è emozionante, ti apre la mente e mi fa nascere sempre di più la voglia di “non stare mai fermo e partire”! Cosi come interessante è la sua pagina Facebook. Visitate, Visitate, Visitate …

Ho l’onore e il piacere di intervistarlo per il mio blog, nella sezione “Manolito in the world” e di offrirvi dunque un momento di lettura davvero interessante. E’ IMPORTANTE FERMARSI OGNI TANTO E POGGIARE OCCHI -MENTE E CUORE SU UNA BUONA LETTURA! Buona avventura in queste righe …

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Surfando PANAMA

Ciao Marco. Quando e come nasce la tua idea di metter su un sito che parla di viaggi, di esperienze vere e dirette con il mondo?
Backpacker Adventure ha una data di nascita precisa ed è il 10 aprile del 2014. Fino ad allora esisteva l’idea ma nulla aveva ancora una forma, una sostanza. Da quel giorno mi sono sempre ripetuto che il “pensiero è creazione”. Nei cinque mesi successivi,  quell’idea ha preso forma ed il 10 settembre, dopo ben 5 mesi, è andato  online il sito web, il canale youtube e la pagina facebook. L’idea di creare un sito web che parlasse dei miei viaggi e non solo,  è nata per un’esigenza personale: piace a me stesso, mi fa stare bene! Il grande segreto di Backpacker Adventure è proprio questo, fare qualcosa che mi gratifica a livello personale.
Spesso si pensa troppo a quello che può andar bene per gli altri, se la tua idea possa “avere successo” e piacere a tutti. Sbagliato! Se si parte con questa idea si realizzerà qualcosa di cui tu non sarai mai il padre naturale. Se il sogno è tuo,  focalizza il pensiero su quello che piace a te e come desideri si materializzi, il resto verrà da solo! Vedi Manolo,  penso che l’Uomo ha un unico limite ed è la sua mente; se ci credi davvero le cose le realizzi, ma l’importante è mettere al primo posto il cuore e poi la mente.

” Backpacker Adventure ” è il nome del tuo sito. Cosa c’è nel “tuo” backpacker?
Il nome nasce dal connubio di due parole: “Backpacker” , colui che “scalzo”, con uno zaino in spalla, ha un grande sogno: viaggiare. E “Adventure” : l’avventura che lo chiama. Infiniti deserti, spiagge incantevoli, montagne da scalare e strade da solcare lo portano dritto verso la sua meta, non sapendo esattamente dove arriverà, perché l’importante è il viaggio e non la destinazione. In un mondo dove oramai la globalizzazione avanza a passi da gigante, ho sentito il bisogno di lanciare un messaggio ai giovani, sempre più seduti alle loro scrivanie o su un divano a chattare e guardare il mondo attraverso gli occhi ed i racconti di altri. Viaggiare serve innanzitutto per conoscere se stessi. Il viaggio fuori diventa un viaggio dentro la propria anima, il confronto con popolazioni di culture differenti, in ambienti con colori ed odori diversi, aiuta ad aprire la mente e a crescere come esseri umani. BackpackerAdventure.it contiene le mie grandi passioni: scrittura, fotografia e giornalismo.

Da viaggiatore, spesso mi capita di capire ed apprezzare un paese visitato,  solo dopo alcuni mesi (o anni); c’è un posto in cui hai viaggiato che ancora non hai capito, apprezzato?
E’ verissimo. Il viaggio si “metabolizza” spesso dopo alcune settimane, a volte anche mesi. Mi è capitato con la Mongolia. Appena tornato dal quel viaggio, colpa anche di un successivo a poche settimane di distanza, non apprezzai la grandezza di quel Paese e quel popolo. Oggi, a distanza di qualche anno, considero quell’esperienza tra le più belle ed intense della mia vita. Un popolo incredibile in cui mi rispecchio tantissimo, forse per il senso di libertà col quale affrontano la vita.

Se dovessi spiegare ad una persona che si avvicina ora al mondo del blogging, del racconto in generale, come illustreresti la tua attività? In pratica, Marco quando si siede davanti al suo pc cosa fa? cosa prova?
Innanzitutto è importante l’approccio, mai sedersi davanti al pc per dovere, solo per piacere. Mi è capitato, a volte, di essere in ritardo nella pubblicazione di un articolo e per “correre” ho concluso dei lavori che non mi sono piaciuti. Nel mio sito ho diverse rubriche: racconti di viaggio, travel tips, mostre fotografiche, interviste, recensioni a film e libri, ect.. Non seguo mai una scaletta precisa, seguo il mio istinto, scrivo quando ho voglia e di cosa ho voglia. Quando sono davanti al pc mi estraneo da tutto e tutti, entro in un’altra dimensione, e mi capita spesso di perdere il senso del tempo. Adoro scrivere di notte, quando regna la pace assoluta, è bellissimo!

Ti è mai capitato di arrivare in un paese, o in una situazione specifica e dirti “qui, sono a casa!” ? dove?
Ho viaggiato in circa 80 Paesi del mondo nei diversi continenti ed oggi posso affermare che il luogo dove mi dico “qui, sono a casa!” è il Sud America. Amo l’Africa, adoro l’Asia ma il sud America è qualcosa di viscerale. Sarà per le lingue parlate, adoro lo spagnolo ed il portoghese, sarà perché la sua gente è (quasi) sempre allegra e prende la vita con un pizzico di ironia, sarà perché è una terra con paesaggi incredibili o forse semplicemente perché è una cosa che avverto a pelle ed in realtà non ha una spiegazione logica. Se proprio devo sceglierne uno allora te ne dico due: Brasile e Argentina.

Nel tuo sito, intervistando ANNA MASPERO una famosa viaggiatrice,  le hai posto questa domanda: “Solitamente i viaggiatori sono drogati di viaggi, non si accontentano mai. Viaggiare, tornare, metabolizzare per poi voler ripartire, anche per te non c’è fine oppure forse un limite?” … Mi piace rifarla a te!
Sono contento che tu mi abbia fatto questa domanda. Cercherò di non dilungarmi troppo nella risposta e cito una frase di Alphonse de Lamartine, che esprime al meglio il mio pensiero ” Non c’è uomo più completo di colui che ha viaggiato, cambiando forma al suo pensiero e vita”.
Il viaggio per me è vita, mi arricchisce continuamente come uomo ed è per questa ragione che non smetterò mai di viaggiare. Negli anni ho cambiato però il modo di farlo, di vedere le cose, di vivere i momenti e di affrontare le situazioni che si presentano. Trovo meraviglioso osservare la mia continua evoluzione di viaggiatore e soprattutto di uomo.

Quale cucina etnica hai apprezzato di più?
Decisamente quella Vietnamita. E’ un mix di cucina asiatica ed europea, in particolare francese. I piatti sono semplici, ma al contempo ricercati e presentati con accostamenti di sapori decisamente eccezionali. Vedi, ritorniamo sempre allo stesso punto: il confronto con gli altri, qualunque esso sia, fa sempre bene!

Di quale terra vorresti ancora parlare, parlare e parlare all’infinito?
Della foresta Amazzonica e dei suoi straordinari popoli indigeni. Potrei restare ore ed ore a parlare di quanto mi ha dato a livello personale e di quanto ho imparato dagli Indios. Spero di ritornarci…

C’è un volto in particolare incontrato in uno dei tuoi viaggi, che hai ancora nel cuore?
Moltissimi, al ritorno da ogni viaggio porto sempre con me storie straordinarie da raccontare e volti che restano impressi nella mia mente. Ti racconto l’ultimo in ordine temporale che risale a circa due mesi fa in Marocco.
“In lontananza vedo una tenda poco distante dal ciglio della strada, alcune persone muoversi, chiedo al driver di fermarsi. Voglio scendere, voglio vedere chi vive in quel posto. Cominciano a correre verso di me, sono due donne, forse madre e figlia, la piccola è più veloce ed in poco tempo arriva a pochi passi da me, di colpo si ferma e mi osserva, ho la macchina fotografica in mano e scatto una foto. Appena dopo il click quella bimba è tra le mie braccia, mi stringe esattamente come una figlia stringe il proprio padre. Lei è Assur vive in una tenda lungo le Gole del Todra e la sua è una famiglia di etnia berbera; sono nomadi. Assur ha la stessa età di mia nipote, ma non ha la sua stessa fortuna. Assur ha le mani di una donna di settant’anni, ha delle scarpe rotte, vestiti stracciati in più punti, non si lava chissà da quanto tempo, e forse non avrà mai una vita felice, di certo non sta vivendo un’infanzia degna della sua tenera età; un’infanzia che ogni bambino di questo mondo ha il diritto di vivere! Ho visto e vissuto tante povertà nel mondo, ma la verità è una sola: non si fa mai l’abitudine nel vedere un bimbo che non può giocare, a constatare che viviamo in un mondo ingiusto dove pochi hanno molto e tanti, tantissimi hanno poco”.

Hai un motto nella vita?
Il pensiero è creazione.

3 cose da portare sempre in viaggio?
Il sorriso, l’apertura mentale e l’umiltà.

3 invece da lasciare a casa?
1 Che siamo il Paese più bello del mondo ed il popolo migliore;
2 Le comodità;
3 I libri di lettura. Forse risulterò impopolare per questa cosa, ma quando sono in viaggio nei “tempi morti” preferisco scrivere più che leggere e soprattutto osservare e parlare con le persone.

La tua prossima meta?
Una spedizione antropologica in Nuova Guinea, precisamente nella regione di West Papua. Lo scopo è quello di realizzare un film documentario sui Korowai, un piccolo popolo indigeno che vive nei meandri della foresta. Con me ci sarà un grande amico documentarista Alessandro Omassi.

Cosa pensi di Manolito in the Kitchen? Ahahahah
Sei un ragazzo in gamba che fa le cose col cuore e quando si fanno in questo modo si possono solo fare grandi cose. Il tuo è un blog giovane ma con grandi potenzialità e sono certo che potrà andare solo alla grande. Ti seguo perché i tuoi articoli sono divertenti e di facile lettura, la grafica inoltre è molto accattivante. Qualche volta ho provato a fare qualche ricetta proposta da te, ma con scarsi risultati…hahaha! Colpa mia non sono un bravo cuoco. Mi piace il tuo motto “Siamo ciò che mangiamo”.

Se veniamo a cena da te cosa ci prepari?
Ordiniamo le pizze! Scherzo. Beh da buon napoletano potrei prepararvi: frittelle con fiori di zucca; gnocchi alla sorrentina; spigola all’acqua pazza con contorno di insalata; caffè della moka e limoncello della costiera amalfitana e poi (da comprare in pasticceria) una torta caprese. Dimenticavo da bere un ottimo vino bianco Greco di Tufo.

Un paio di righe  per salutare i nostri amici
Innanzitutto grazie a te Manolo per questa bella intervista. A tutti coloro che seguono il Blog: Vi raccomando continuate a seguire Manolo e a farlo conoscere ai vostri amici. Il suo è un blog giovane e vivace che sta crescendo velocemente e poi ha tante rubriche interessanti e sempre ricche di novità.
Cosa aggiungere: Amici i sogni si possono davvero realizzare basta solo VOLERVI e SAPERLI realizzare. Qualunque cosa vogliate fare, fatela innanzitutto perché fa stare bene voi stessi e non solo per fare i soldi. Buona strada..

Grazie di cuore Marco … non lo scrivo (troppo) qui, ma conosci bene la mia stima per te e la tua passione! Un abbraccio e … diamo spazio allora a questo pensiero che è sempre creazione!

Manolito

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