AFRICA, TRAVEL

SENEGAL

Conoscevo veramente poco del Senegal e quel che sapevo l’ho appreso un mese prima della partenza, preparandomi al viaggio. Avevo però subito intuito che si trattava di uno di quei paesi … come dire … “magici”, uno di quei posti che ti rimangono impressi e ti conquistano. Avevo intuito questo  … e avevo ragione: il Senegal è davvero magico!

 

Soyez le bienvenue en Senegal! 

 

Senegal

1° giorno: ROMA – DAKAR 
(Scalo a Lisbona)

Fiumicino, ore 14.30, volo per Dakar con scalo a Lisbona, dove ne approfitto per comprare un bel po’ di pasteis de nata il dolce preferito di Irene, la mia amica che incontrerò direttamente a Dakar. Mi ritrovo con i miei compagni di avventura. Ci imbarchiamo e cominciamo il nostro viaggio in aereo che terminerà all’una di notte a Dakar. Scambio opinioni sul Senegal con alcuni di loro e mi accorgo che siamo accomunati tutti dalla stessa idea, ossia di arrivare in un paese tutto da scoprire, di cui si sa poco ma che offre tanto. Prendiamo sistemazione subito in hotel e ci diamo appuntamento la mattina dopo dove inizierà la nostra avventura.

Info utili:
Pernottamento a Dakar:
Hotel Combassou
 CFA 12.000 / € 19 in doppia e prima colazione

 

2°  giorno: DAKAR – lago RETBA – KAYAR – LOMPOUL (245 Km totali – 4 ore e 30 totali)

La mattina organizzo un giro in quad al famoso lago Rosa, il lago Retba a Dakar.  Di questa tappa ve ne ho parlato già in un altro articolo e in questo video .
Di ritorno dal Lago Rosa, partiamo alla volta di Kayar. E’ il primo porto di pesca del Senegal. Veniamo completamente catapultati in una situazione surreale, in un vero e proprio girone dantesco. Caotico, affollato, rumoroso! All’inizio rimaniamo un po’ scioccati ma poi la curiosità ci spinge a mescolarci tra la gente e ad assistere ad una delle scene più autentiche di vita quotidiana senegalese. Continuamente arrivano piroghe cariche di pesce, ad attenderle a riva ci sono le donne dei marinai pronte a vendere sul momento quanto pescato.  Una tappa imperdibile!  Quando andrete via, vi accorgerete che le vostre suole puzzeranno terribilmente di pesce per giorni e giorni …
Montiamo sul nostro pulmino e ci dirigiamo nella zona desertica di Lampoul dove passeremo la notte nel campo tendato. Molte persone non sanno che anche in Senegal esiste un deserto. Non si tratta certamente del grande Sahara, ma di un fazzoletto di sabbia a nord di Dakar, che si estende lungo la costa e ripiega verso l’entroterra  per qualche chilometro. Il pulmino ci lascia in un punto da cui è possibile effettuare un trekking di un’ora sulle dune e che porta al nostro campo. E’ un luogo ben organizzato, le tende sono sicure e con il bagno all’interno. Uno scenario incantevole. Ci sediamo sulle dune e assistiamo al tramonto con una buona tazza di tè fra le mani. Dopo un’ottima cena tipica senegalese con riso e pesce affumicato, ci intratteniamo attorno al fuoco ballando e scambiando le prime impressioni di questo viaggio.  Prima di addormentarmi esco dalla tenda, è buio e riesco a sentire il mare in lontananza, mentre con il naso all’insù osservo il cielo stellato.

Info utili:

Pernottamento nel deserto a Lompul: ECOLODGE de Lompul 
CFA 18.000/ € 27  la tenda tripla e CFA 20.000 / €30  la tenda doppia, cena e prima colazione inclusa (prezzi contrattati)

Senegal_Kayar

Senegal Lampoul

 

3° giorno: LOMPOUL – SAVOIGNE – PARC DJOUDJI – SAINT LOUIS
(280 km totali – 4 ore) 

Mi sveglio presto, prima che suoni la sveglia. La voglia di rivedere il sole che ieri sera ho visto calare è tanta! Esco fuori dalla tenda e c’è Mamadou, il nostro autista, che mi dice “Allez! Le soleil de mon pays arrive”. Fa già caldo. Raggiungiamo la duna e il sole arriva. Dopo una colazione sotto la tenda comune ci prepariamo e ci dirigiamo ancora a nord, al confine con la Mauritania, a Savoigne. Ed ecco il primo fuori programma: lungo la strada facciamo tappa a Kèbèmer,  dove ogni giorno prende vita il mercato più grande del Senegal, gestito interamente da donne che gridano e muovono le mani ripetutamente mentre contrattano con i clienti … questo mi ricorda un po’ noi italiani! Non si lasciano fotografare facilmente e se sosti per più di un minuto davanti il loro banco ti chiedono di andartene. Faccio fatica a camminare tra i banchi di vestiti, bestiame  e i teli a terra con la frutta e verdura, metalli e parrucche!  Compro qualche mela e torno al pulmino, salgo fino al tetto e mi rendo conto di quanto è grande questo mercato. La confusione totale, un mix di voci e colori.
Riprendiamo il viaggio verso Savoigne, una tappa che ho scelto  appositamente per fare visita alla missione di S. Blaise. Qui troviamo Padre Emanuele, un sacerdote italiano che vive da 30 anni in Senegal.  La missione è comunque un ambiente protetto e tutelato che ospita ragazzi e ragazze che vogliono riprendere in mano la loro vita e imparare un mestiere. Visitiamo i loro laboratori di artigianato e pranziamo con loro. La visita non ci lascia molto contenti, l’accoglienza non è proprio di casa, ma capiamo anche che spesso sono presi d’assalto dai visitatori che pensano di trovare in loro e nella loro missione chissà quale attrattiva. Bisognerebbe arrivare in questi luoghi con intenzione di convivere qualche giorno anziché visitarli come turisti.
Il Djombe Park è la nostra prossima meta. La visita comprende un giro in piroga nella seconda riserva ornitologica al mondo. Il parco toglie il fiato per la ricchezza e le meraviglie che offre: è difficile descrivere tutta quella bellezza! Bisogna esser là nel silenzio tra 7300 specie di uccelli, i coccodrilli, le mangrovie per comprendere l’unicità del luogo.
Nel tardo pomeriggio arriviamo a  Saint Louis. Una città romantica, calma e in puro stile coloniale. Sarebbe bello visitare questa città facendo un giro a piedi, ma abbiamo veramente pochissimo tempo, l’indomani domattina dovremo già ripartire. Decidiamo quindi di prendere un calesse (che si rivela davvero divertente). Saint Louis merita un’intera giornata, lo stile coloniale della città è forse unico in tutto il Senegal. Una nota dolente è sicuramente il ricordo dello sfruttamento degli schiavi: qui venivano visionati, provati e selezionati prima di essere mandati in prigione e poi nelle Americhe.  Con alcuni del gruppo passo la serata in un pub molto divertente, dove si beve birra e si gioca a biliardo ascoltando tanta musica senegalese. Non facciamo fatica a conoscere gente, i senegalesi sono molto aperti e disponibili al dialogo.

Info utili:
Savoigne – Missione S. Blaise
 per info e contatti chiamare Augustin collaboratore 00221776300319
augustnango@orange.sn

Djombe Park:  
CFA 9000 / € 13 a pax che comprende piroga, entrata al parco e guida

Pernottamento a Saint Louise: 
Hôtel Le Rogniat Nord
Place Faidherbe, Saint-Louis
Tél. : (221) 33 961 95 95/ 77 654 30 53
CFA 25.000 la doppia con colazione inclusa (ho cercato in loco, chiamato e contrattato il prezzo)

Giro in calesse per Saint Louis
 CFA 12.000 / €18  per un calesse da 6 persone (ne trovate ad ogni angolo delle strade, il prezzo è da contrattare)

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4° giorno: SAINT LOUIS – TOUBA – SOKONE  (347 km – 6 ore circa)

Partiamo molto presto ma fa comunque molto caldo.  Oggi ci aspetta un viaggio che rispetto a quanto preventivato durerà 4 ore, destinazione Touba. Durante il percorso cominciamo a vedere le distese di Baobab ma anche scene meno affascinanti, come discariche-villaggi (anche questo è il Senegal!). Lungo il tragitto ci si può fermare a Louma, dove c’è un mercato tipico, famoso e utile anche per acquistare il nostro pranzo. Arrivati a Touba visitiamo la Moschea, ancora in parte da completare all’interno;  è ritenuta una delle opere artistiche più belle e grandiose del Senegal, la moschea più grande dell’Africa e seconda solo a quella di La Mecca. Qui conosco l’Imam della moschea che mi fa dono della sua personale Tasbih ossia la corona con la quale i musulmani pregano.
Accampato a terra con gli altri presso una stazione di servizio, mangiando pane, tonno e fagioli, vengo coinvolto dai giovani benzinai in pausa pranzo a sostare e mangiare con loro. Sono 5 e hanno un piatto unico con del Thiebou diem, il più buono mangiato in tutto il viaggio. Mi ritrovo così a pranzare insieme a dei perfetti sconosciuti con la stessa familiarità che ho con i miei amici.
Il secondo fuori programma avviene strada facendo, quando vediamo due donne che si alternano con un bastone a pestare il miglio. Siamo affascinati dalla loro forza e sincronia. Ci invitano a provare e naturalmente facciamo subito fatica. Siamo circondati da 4 capanne e tanta terra, un piccolissimo villaggio di cui non sappiamo neanche il nome, ma che nasconde una marea di bambini! In pochi minuti siamo circondati, sono tantissimi, alcuni anche adolescenti. Alla fine ci fermiamo a dare quattro calci alla palla con loro, il sangue italiano non mente mai.

Ma come si dice, non c’è il 2 senza il 3, terzo fuori programma: buchiamo una ruota! Con l’autista del pulmino cerchiamo di cambiare la ruota ma la cosa richiede più tempo del previsto. Nel giro di 5 minuti veniamo circondati da una folla immensa di bambini e ragazzi, sono tanti, tantissimi … Arrivano anche un paio di uomini che ci aiutano a cambiare la ruota.  Non sappiamo bene dove ci troviamo. Nel frattempo mi accorgo che parte del gruppo è ormai immersa nella folla di bambini a farli giocare, cantare e a farsi i selfie. La ruota è cambiata, si riparte e si raggiunge Sokone un villaggio situato nel cuore del Sine Saloum, dove le acque dei fiumi omonimi s’incontrano con quelle dell’oceano. Qui siamo accolti da un gruppo di famiglie che hanno costituito un’organizzazione di homestay all’interno del progetto dell’ONG C.P.S. È considerata una delle zone più belle del Senegal e tra le più impegnate nello sviluppo e recupero dei territori. Ci dividiamo in diverse case, io alloggio presso una famiglia composta da genitori e 5 figli. La madre è impegnata nel sociale e il padre è insegnante alle scuole superiori. Noi uomini mangiamo con il capo famiglia a terra, in un unico piatto ricco. Mangio anche qui con mia grande felicità mangio il Thiebou diem – che è considerato il piatto nazionale- e non  mi dispiace affatto :  riso cotto nel sugo dove è stato precedentemente cucinato il pesce con aglio, cipolla, pomodoro, spezie e vari tipi di verdure.

Info utili:
Visita Moschea di Touba:
 CFA 1000 / € 1,50 a persona

Pernottamento a Sokone presso le famiglie:
 CFA 12.700 / € 19 a persona con cena e colazione inclusa

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5° giorno: SOKONE – DELTA DI SALOUM – DISSALAME – REPOSOIR DES OISEAUX – KEUR BAMBOUNG (25 km – 1 ora)

Sveglia presto, oggi ci spostiamo sul Delta di Saloum. Direzione Dissaleme dove prendere una piroga per Keur Bamboung, per rilassarci e pernottare in un ambiente incontaminato accanto ad un  piccolo villaggio,  che ha ancora la sua regina. Ci troviamo molto vicini al Gambia e l’idea di sconfinare per toccare quest’altra magnifica realtà mi stuzzica un bel po’ , ma toglierei tempo a delle cose altrettanto belle qui in Senegal. Una cosa alla volta quindi … Raggiungiamo in piroga, attraverso mangrovie e lagune, Repoisor de Oseeaux o anche “santuario degli uccelli”. Comprende habitat di vario tipo, sia acquatici che terrestri abitati da circa 400 specie di uccelli, tra cui le più numerose sono quella dei pellicani e dei fenicotteri.  Molti di questi uccelli attraversano il deserto del Sahara per raggiungere questo luogo. Riusciamo a vedere dei coccodrilli e anche una iena pronta ad attaccare i fenicotteri in acqua. Reposoir de Oseeaux è stato inserito tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
Proseguiamo navigando sul delta e assistiamo al tramonto che, senza esagerare, è sicuramente uno dei più emozionanti visti fino ad ora. Una giornata indimenticabile, anche perché oggi è il mio compleanno. I miei amici preparano per me una festa e una magnifica torta a sorpresa … E per tutto il giorno non mi accorgo cosa stavano organizzando! Che bello quando le sorprese riescono davvero! Auguri a me!
Info utili:

Pernottamento a Keur Bamboung Ecolodge:
 CFA 15.300 / € 23 a persona

Costo affitto piroga : CFA 15.000 / € 22 per gruppo per l’intera giornata

 

reposoir d'osseaux

Senegal

shake your free life

6° giorno: KEUR BAMBOUNG – DIJOGANE – DIJIFFERE – JOAL – FADIOUTH (160 km totali, 4 ore )

Partenza  per raggiungere Djogane, il viaggio in piroga è lungo e a renderlo più difficile è il sole cocente sotto il quale procediamo. Ciò che ammiriamo però è davvero incredibile:  Ci avviciniamo al ponte del villaggio e veniamo subito accolti dai bambini della scuola li accanto. Ci sono due scuole, una pubblica e aperta a tutti, l’altra coranica. I bambini sono le nostre guide, coloro che ci accompagnano per tutto il villaggio e nella scuola, dove esplode una vera e propria festa. Prende vita un girotondo con almeno 60 bambini più tutti noi e le maestre. Ci dispiace lasciare questo posto e questi sorrisi ma dobbiamo proseguire, anche perché le maestre ci guardano storto visto che gli abbiamo sottratto un’ora di lezione!

Ci dirigiamo verso Fadiouth dove domani trascorreremo una giornata interamente dedicata alla visita di quest’isola e della sua gente.

 

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7° giorno: FADIOUTH – SOMONE (51 km, 1he 30)

Per visitare Fadiouth si paga un ingresso comunale e per entrare bisogna attraversare un ponte in legno sul quale è bello stare soprattutto quando c’è la bassa marea ed è possibile vedere gli animali come i maiali che sguazzano nel fango. Ma la cosa più affascinante è poter vedere i tradizionali depositi di cereali che spuntano in mezzo al delta; sono semplici strutture in paglia che oramai non vengono più utilizzate ma che servivano per proteggere il cibo dai  roditori e tenerlo lontano il più possibile dai possibili incendi.
La vera caratteristica di Fadiouth però sono le sue strade, le case e il cimitero interamente costruiti con le conchiglie bianche. Ci spiega la guida che le conchiglie bianche costarono e tutt’ora costano tantissimo, quindi si tratta di luoghi ricchi, rispetto agli altri. Il cimitero è un vero luogo di pace, ospita Cristiani e Musulmani che “come vivono in pace in vita, riposano così anche nella morte”.
Raggiungiamo in serata Simone una splendida città sull’oceano e una tappa per spezzare il tragitto che ci porterà a Dakar. Arrivati a somone ci concediamo una serata di relax e di festa in puro stile senegalese.

Info utili:

Fadiouth: tassa comunale CFA 5000 / € 7

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8° giorno: SOMONE – ISOLA DI GORÉE – DAKAR (80 Km + 3 km in traghetto per Gorée , 2 ore totali ) 

Alzarsi presto è importante. Secondo me aiuta due aspetti importanti del viaggiatore e del viaggio: mantenere un ritmo vivo e non appesantito dal troppo sonno e avere il tempo a disposizione per godersi meglio i luoghi. Decido quindi di fare colazione piuttosto presto e di partire subito per Dakar, dove dopo un paio di ore giungiamo e prendiamo un traghetto per l’Isola di Gorée.
Questa è forse la tappa più attesa, almeno per me. Il Senegal fino a questo punto ha significato soprattutto gioia, vivacità, voglia di vivere e così è realmente. Ma questo paese ha una cicatrice, forse una delle più grandi della storia: la deportazione degli schiavi. Gorée è l’isola vicina a Dakar dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1978. Da qui molti africani, strappati alla loro terra d’origine, venivano detenuti  per essere spediti nelle Americhe per essere venduti come schiavi. Qui vi ho raccontato più ampiamente dell’isola di Gorée.

 

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9° giorno: DAKAR – ITALIA 

Lasciamo di buon mattino Dakar per prendere il volo verso l’Italia.  Cosa mi porto via da questo viaggio? Ancora oggi dopo diversi mesi ci rifletto e non riesco a concludere la lista. Il Senegal mi ha veramente fatto tornare a casa con “lo zaino” strapieno di cose. Gli incontri con i senegalesi hanno costituito forse l’aspetto più interessante, così come la continua sorpresa di scoprire luoghi ricchi di bellezze naturali di cui poche guide e racconti parlano. Cosa mi porto via dunque dal Senegal … Preferisco dirvi cosa ho lasciato: il mio sorriso e un pezzo di cuore!

Buon viaggio a tutti
Manolo

Questo è un viaggio che ho coordinato per Viaggi Avventure nel Mondo.

Ringrazio il mio amico Andrea Sapienza per avermi concesso alcune sue meravigliose foto!

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Il mio viaggio in Senegal

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