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TANZANIA (I parte)

“HAKUNA MATATA!”  …

Mi ero preparato al fatto che in Tanzania avrei sentito questa frase all’infinito, e così è stato! Due semplici parole che significano “Non c’è problema“. Questa frase mi è piaciuta pronunciarla, gridarla, cantarla … ma non ne avevo capito la profonda importanza che ha per la gente che ho incontrato.

Se arrivi senza sorriso … HAKUNA MATATA! L’Africa sorride lei a te!

Tanzania

Se il tuo spirito non è poi così troppo “wild” … HAKUNA MATATA! La natura selvaggia dell’Africa ti darà lei la forza!

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O se temi che sia un mondo distante da te … HAKUNA MATATA! Quel mondo si farà lui, più vicino a te!

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O se temi che … pensi … ma, se, forse …

HAKUNA MATATA!
Sei in TANZANIA!

Tanzania

Sono partito lo scorso 23 Luglio, eh si … ci ho messo un bel po’ a decidermi di raccontare uno dei miei ultimi viaggi. Ma come tutti coloro che sono docili e predisposti al Mal d’Africa, ho avuto bisogno di molto tempo per riprendermi e farmi passare questa “malattia” (almeno per un po’!). Il Mal d’Africa per me non è nient’ altro che il non voler fare svanire le emozioni provate in questa terra magica ma anzi, il desiderio di rimanerci aggrappato -soffrendo e gioendo- in modalità “loop”.

Un sogno da tanto atteso…

… un programma wild, una manciata di compagni di viaggio diventati pian piano amici inseparabili. Jeep fuoristrada, le proprie gambe, i propri piedi, uno zaino in spalla, una tenda condivisa come casa e una cucina da campo buona e speziata … questi sono gli ingredienti della mia avventura in Tanzania! Da Roma in volo fino al Kilimanjaro airport, facendo scalo al Cairo. Un volo tranquillo che imbarca una montagna di sogni, di desideri, di aspettative; del resto è impossibile non crearsene quando parti per una meta come la Tanzania.

Un programma itinerante …

Ho previsto la visita ai più importanti parchi del nord est della Tanzania: partendo da Arusha, raggiungiamo il Tarangire, la zona del Lake Manyara, per poi entrare in una delle bellezze del mondo: il Cratere del Ngorongoro. Qualche giorno nel Serengeti e poi ci spostiamo fino ai confini del Kenya dove assistiamo alla migrazione annuale degli gnu. Visitiamo un’estensione ancora più a nord nella zona Masai del Mara River per poi riscendere verso Arusha sostando prima presso il sacro Lake Natron. Ciò che leggerete è ciò che ho scritto realmente sul posto e annotato nel mio taccuino.

Dopo aver preso un volo da Roma Fiumicino, incontro il resto del mio gruppo di compagni viaggiatori durante lo scalo al Cairo. Da qui, prendiamo il volo per Dar Es Salam e poi ancora un volo interno fino al Kilimanjaro airport. Ci attende subito un servizio transfer che ci porterà ad Arusha presso l’albergo nel primo pomeriggio. Siamo abbastanza stremati, ma la voglia e l’euforia per quello che ci attenderà da domani, ci tiene svegli ed energici! Dopo aver conosciuto i nostri driver e il nostro compagno di cucina, decidiamo quindi di fare un primo giro ad Arusha, fare compere al mercato, molte delle quali ci serviranno durante il safari. Arusha è una città della Tanzania che sorge vicino all’aeroporto del Kilimangiaro e, ad oggi, è una città molto moderna che ospita un gran numero di uffici, in particolare nella zona nota come Central Business area. La vita notturna è frizzante, si anima tra i quartieri di Sekei e Njiro. E’ nota anche dal punto di vista naturalistico, infatti da qui è possibile raggiungere il vicino parco Tarangine o quello del Kilimangiaro, uno dei più famosi della Tanzania. Con l’aiuto e il consiglio del nostro giovane cuoco -che ci aiuterà durante il safari- ceniamo in un tipico banchetto di street food Tanzaniano, il “Khans Barbecue“. Spiedini di carne, hummus, pane africano … ci siamo affumicati nell’attesa, ma siamo contenti della scelta fatta. Qui il primo brindisi di “buon viaggio” e i primi racconti, le prime conoscenze … ma come sempre il gruppo è subito affiatato, è una magia che si ripete, pare che ci conosciamo da una vita! Non contenti, ci facciamo portare in una discoteca abbastanza lontana dal nostro albergo, dove ci scateniamo, brindiamo con la famosa birra Kilimanjaro (la prima di una lunga serie) e coinvolgiamo così tutta la discoteca a ballare. Contenti ma stanchi, torniamo in albergo per qualche ora di sonno e per prepararci al grande “game drive adventure” che ci aspetta domani!

Transfer da e per aeroporto $6,5 a persona a tratta
Cena street food presso Khans Barbecue $85 per 16 persone (pari a 5€ a persona)
Pernottamento presso il Mc Elly’s Hotel per $22,5 a persona

 

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Tarangire …

Ore 7 colazione. Ore 08.00 tutti in jeep e si parte. Ho il cuore che mi scoppia, sono euforico e curioso. Non mi siedo neanche un attimo in jeep, resto in piedi perché non voglio perdermi neanche un istante di questo viaggio. Si va alla volta del Tarangire. A circa 100 km da Arusha, con un paio di ore, arriviamo in questo meraviglioso parco nazionale della Tanzania. Si estende per quasi 30.000 Km quadrati e cerca di far convivere animali e tribù di esseri umani tra le più selvagge della nazione. Paesaggio pittoresco ma anche molto selvaggio: al suo interno l’acqua ha scavato un’ampia vallata e la savana è rada e gialla. Fa caldo, le massime 28° – minime 13° fortunatamente siamo riparati dalla pensilina della jeep. Incontriamo subito i primi impala, seguiti poi dagli gnu e dalle inseparabili zebre. A me basta poco, bastano davvero i primi timidi avvistamenti di animali per sentirmi inserito nello scenario da sempre sognato. Mi sento l’Africa dentro! La terra, il sole, la forza e la libertà della natura … non mi sembra vero, Tanzania sono qui!

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Arrivano i primi sorrisi della Tanzania …

Lungo il tragitto facciamo visita ad un orfanotrofio consigliatomi da un’amica. Qui c’è Angela, una volontaria originaria del posto, che accoglie i bambini orfani, abbandonati e di famiglie povere. Se ne occupa con l’aiuto di qualche suo volontario. Il posto ci rende tristi. Ma poi, come sempre si sente raccontare dagli altri, la tristezza viene cacciata via dal sorriso dei bambini che ti fanno festa, che ti cantano “Jambo“, che ti prendono per mano. Siamo qui, perché dall’Italia abbiamo organizzato una raccolta per loro e ci faceva piacere consegnare tutto di persona e conoscerli. Ti aspetti naturalmente di arrivare in Tanzania e trovare anche queste realtà che possono “ferirti”, ma è importante assolutamente conoscerle e viverle.

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Dopo alcune ore di game drive, arriviamo a Mto wa Mbu, piccola cittadina in stile africano. Qui pernottiamo presso il Lilac campisite, ottimo punto per raggiungere poi l’indomani il Lake Manyara. Montiamo le nostre tende: ecco le prime difficoltà di chi non l’ha mai montata, ecco i primi disagi perché il compagno/a di tende lo conosci solo da qualche ora! Le prime ansie per la notte da trascorrere outdoor.  Penso che la mia casa in questo momento,  è una minuscola tenda accampata su un piccolo metro quadro della grande Africa. Un po’ di disorientamento c’è, ma il compagno di tenda e l’aspettativa dell’avventura del giorno dopo,  aiutano a prendere confidenza con la situazione. Si cena insieme, una ricca cena che Francis ha preparato con il nostro aiuto. Quattro chiacchiere, un giro per il villaggio, e poi si torna al campo. Tra una birretta e una chiacchiera si condivide il sogno di questo viaggio. Ognuno ha la sua storia, ognuno la sua motivazione, bella o triste, che ci ha portato tutti in questa parte di mondo tanto selvaggia quanto materna. Si, l’Africa è madre! In un certo senso ci si sente legati a questa terra, si percepisce un richiamo. La natura qui è così nuda e cruda, è vera! E non rimane difficile allora sentirsi parte di questo scenario.

  • – L’entrata presso il Tarangire costa $22.50 a persona al giorno
  • – Pernottamento in tenda per due notti, presso il Lilac Campisite con $15 a persone per notte

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Lake Manyara …

Sveglia presto, i più assonnati fanno fatica ad alzarsi, colazione insieme e in jeep verso il Lago Manyara. Ci troviamo a 950 mt. s.l.m. incastonati tra la parete occidentale della Rift Valley ed il lago stesso. E’ il lago con la più alta biodiversità della Tanzania e dal 1982 è patrimonio dell’umanità. Ciò che vedono i miei occhi è indescrivibile! La bellezza di questo posto è unica e cambia continuamente da chilometro a chilometro. Pensate che in una superficie di soli 330 kmq, dove 200 occupati solo dal lago, abbiamo ben cinque differenti ecosistemi:
• la foresta xerofila con palme e acacie
• una foresta equatoriale alimentata dalle acque del lago sotterraneo
• il delta lacustre con acquitrini e canneti
• la savana e le distese di erba molta alta
• i siti vulcanici con sorgenti calde
Qui le temperature massime sono di 29° e le minime di 14°. Ci addentriamo in una foresta davvero lussureggiante, stranamente contornata da tratti deserti che portano fino al lago. In particolare è la casa di due grossi amici: le giraffe e gli elefanti. Io adoro le giraffe da sempre, sin da bambino (me ho una tatuata sul braccio) e anche se non è la prima volta che la vedo, ritrovarmi davanti a così tante amiche dal collo lungo, libere, eleganti che ci guardano incuriosite, mi fa esultare proprio come un bambino! Lungo le sponde del lago si concentrano numerose specie di uccelli: fenicotteri rosa, pellicani,  oltre che gli enormi ippopotami. Continua il nostro game drive verso un altro lago, il Lago Eyasi (1.000 mt. s.l.m.)
E’ periodo secco e il lago… quasi non c’è! Poca acqua e tanto sale! Percorrendo uno sterrato in mezzo al bush arriviamo ad una distesa di sale, un paesaggio magico da ammirare assolutamente al tramonto. E proprio il tramonto è la meraviglia di questa giornata. Per me rimane uno dei più belli visti fino ad ora. Siamo li, immobili ad aspettare che il sole scenda e fino a toccare il lago. Rischiamo un po’, restiamo fino all’ultimo e poi di corsa in macchina a sfruttare la poca luce rimasta per raggiungere il nostro campo.

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Le persone in Tanzania …

In questo viaggio non manca il contatto con la gente. Lungo la strada incontriamo spesso piccoli villaggi, ci fermiamo e stiamo con le persone che li abitano. Stiamo soprattutto con i bambini che sono i più curiosi, i primi ad avvicinarsi e chiederti un gioco, un colore o una caramella. Così decidiamo di visitare una tribù di Boscimani, localmente conosciuti come Hadzabe Tindiga e poi di Taturu, entrambi vivono ancora nel loro modo tradizionale. Inizialmente stiamo un po’ con loro, attorno al fuoco e assistiamo a canti e danze e poi prendiamo parte alla caccia. Si corre, si corre tanto per molto tempo! E’ sicuramente un momento che loro offrono ai turisti, però è emozionante correre in mezzo a cosi tanta vegetazione, ritrovarsi in mezzo a giganteschi baobab. Io mi dimentico di quello che può essere e mi butto: corro in silenzio, cerco di star dietro al cacciatore, di avvistare una preda … tutto ciò mi emoziona! Quanto c’è da raccontare stasera al campo, davanti la nostra zuppa. E quanta condivisione poi nel falò che accendiamo per stare insieme, cantare, raccontare un po’ di noi … celebrare le nostre emozioni!

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continua …

Ringrazio la Viaggi Avventure nel Mondo che mi ha dato l’opportunità di coordinare questo viaggi.

Ringrazio i miei compagni di viaggio per avermi donato alcune loro foto

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