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VAGABONDARE: Da Poggio Bustone a Spoleto con un grande amico! 2′ tappa

Sveglia alle 7 e i ragazzi di Mondo X hanno preparato un’ottima colazione: the’ all’ arancia con un bel pezzo di torta alla crema e pinoli … 😋! Io, ancora Vagabondo.
Dopo aver fatto un giro di visita grazie alla spiegazione di Pierpaolo, lascio il convento della Foresta e decido di proseguire ancora percorrendo un tratto del cammino di Francesco, che da qui mi portera’ a Poggio Bustone paese sempre legato a eventi della vita di Francesco ma anche paese nativo di Lucio Battisti ( e dov’e’ tutt’ora sepolto).
Sosto sul piazzale per un po’, da solo, col freschetto mattutino, ammirando ancora la bellezza silenziosa di questo posto; la cosa che già mi rimase impressa la prima volta che venni in questo luogo e che anche oggi mi colpisce come se fosse la prima volta, è la perfezione e la bellezza con cui coltivano il loro orto, cura che naturalmente hanno in ogni angolo del posto e che esprime in tutto e per tutto il percorso di vita che stanno facendo: attraverso la cura delle cose curano se stessi e riacquistano la loro vita!

Vagabondo

vagabondo

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Vicino a me, scondinzolano tre cani, due piccoli e uno di statura un po’ più grande … Forse si aspettano qualcosa da mangiare o solamente una carezza … Non sono l’unico vagabondo, ci sono anche loro!
… Forza e coraggio, sono le ore 09.00, zaino in spalla … Un ultimo sguardo a questo posto incantevole, a questa oasi di pace e si parte! Il cammino segna 11 km per arrivare a Poggio Bustone e conto di farli in 2 ore al massimo, anche se conoscendo il tratto so che è molto tosto e per lo più in salita, gran salita! Mi aspetta uno scenario però incredibile, un alternarsi di boschi e spazi aperti coltivati …

Vagabondo

Amici in cammino

Mi accorgo che dei tre cagnolini ne è rimasto solo uno il più grande anche lui Vagabondo che mi segue, anzi che mi sta accanto, sembra conoscere il tratto, anzi sicuramente lo conosce. Mi precede, cammina avanti e poi si ferma aspettandomi, quando c’è un bivio lui prende direttamente la direzione giusta indicata dal segno celeste-giallo. Mi aspetta, poi torna indietro e viene accanto a me e fa come per spingermi in quella direzione. Chissà quanti marcianti ha accompagnato! Vabbe’ , almeno oggi ho un compagno di viaggio!

Vagabondo

Vabbè … oggi cammino con lui!

Vagabondo

 

Il tratto è meno peggio di quanto mi ricordassi, bisogna star attenti solo a non scivolare dove è fangoso.
Il cane è con me, è bellissimo, è sicuramente un tipo di cane che sceglierei di avere, da quel che posso capire guardando muso e denti credo che abbia 3-4 anni, non di più. È buono, mi fa molte feste! Inoltre quando passo vicino alle case che hanno altri cani che abbaiano, lui si pone fra me e loro, mi fa scudo e abbaia … Mi difende! Ahahah! 😂😬

Quando cammini per boschi o nelle stradine di campagna abitate, è importante stare attento alla presenza di altri cani, soprattutto a quelli che fanno da guardia. Infatti in questi casi, consiglio anche di non ascoltare mai musica usando cuffie o auricolari perché ti può prendere a cantare senza accorgertene e quindi attirare l’attenzione di randagi e soprattutto perché bisogna star sempre attenti ai rumori che possono segnalarci la presenza di un animale, di un ruscello, di una strada … Anche quando si cammina in strada stradale consiglio di non ascoltare mai musica perché possiamo distrarci e immetterci troppo in carreggiata, e non sentire i clacson delle macchine. Ricordo che ci sono delle “regole” ben precise per ” girovagare” … E vanno osservate! La prudenza non è mai troppa!
… Comunque oggi sto un po’ più sicuro dai, c’è lui, il mio amico a quattro zampe che mi scorta! Voglio dargli un nome perché … non so perché, forse solo perché siamo abituati a dargliene uno, ma pensandoci bene lui vive qui, libero e randagio e non è vincolato a nulla, neanche ad un nome … È’ veramente libero! Per cui se lo voglio accanto mi basta chiamarlo facendo un fischio e arriva. Quindi niente nome … sarà semplicemente il cane che cammina con me!

La strada ha una curva e appena la prendo scopro di fronte a me un paesino, dovrebbe essere Cantalice. Cammino ancora un po’ ed esco dal bosco e la prima segnaletica conferma la mia intuizione. Dall’ alto discendo verso il paesino e questa strada ti immette direttamente nella parte alta del paese, sulla piazza principale con una chiesa dedicata a S. Felice. La piazza è in pratica una terrazza con un belvedere, per i colori e la forma mi sembra per un attimo di stare su una delle terrazze della costiera Amalfitana … Solo che affacciandomi non c’è il mare ma la montagna! Vabbe’, per me che adoro la montagna il piacere è grande. La piazza è piccola e vuota, c’è solo una signora seduta su una panchina a fare le parole crociate, mi saluta e guardandomi fare delle foto mi dice ” il monumento è chiuso” (la Chiesa). Capisco subito dall’ accento che non è italiana, infatti poi ci presentiamo e mi dice che viene dal Belgio ed è qui con suo marito per fare un po di vacanza, come da qualche anno, in queste zone. Beatriz, si chiama così, una signora con i capelli gonfi color miele e un paio di occhiali da lettura che ingrandiscono i suoi occhi … mi ricorda molto Jessica Fletcher della ” Signora in Giallo”!!! Io colgo l’occasione per sfoggiare il mio ” francesismo” ma lei mi chiede di parlarle italiano,  ” vedi, faccio la parole crociate per imparare” mi dice. È così mi spiega che esiste un Cantalice alto e uno basso … Che molte cose da vedere saranno aperte solo da Maggio e cioè quando il paese comincia a popolarsi un po di più. Nel frattempo il mio amico cane sta lì buono, buono ad aspettare …

Vagabondo

 

Prima di riprendere il sentiero fra i boschi vedo un baretto in cui pranzo con un cappuccino e una barretta di cioccolata perché non c’è altro che io possa mangiare e prendo anche un cornetto per il mio amico cane ( e’ andato meglio di me!) . Mi rimetto in marcia su un percorso che da questo punto si fara’ davvero tosto, tutto in salita! A tratti boschi e a tratti praterie, tutto sotto la vigile presenza del Terminillo ancora innevato, che sta lì e sembra davvero guardarti! … Che non te lo fai un selfino coi prati e col Terminillo sullo sfondo???

Vagabondo

 

Che bella sensazione quando  fatichi molto per salire in alto e poi arrivi a degli spazi pianeggianti e aperti! È come prenderne una boccata d’aria, mi sento vivo e soprattutto libero! Come è bello anche fare la pipì nel prato all’aria aperta! Ahhhhhh, niente di più liberatorio!😂

Vagabondo

Vagabondo

Vagabondo

vagabondo

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Manca poco, il cartello dice solo 1 km… È tosta, si passa per il paese salendo scale e scale, ma già vedo l’arrivo! Sono le ore 12.00, ci ho messo una manciata di minuti in più del previsto ma mi sono spesso fermato oltre che per parlare con Beatriz, anche per ammirare i paesaggi e scattare foto.
Quando arrivi c’è un cartello che ti accoglie e dice ” Poggio Bustone, paese Natale di Lucio Battisti e Attilio Piccioni” .

vagabondo

 

Poggio Bustone è inoltre famoso per essere la base di esercitazioni di parapendio sulla valle. La prima settimana di Ottobre poi, vi consiglio di non perdervi la sagra della porchetta … Ci sono stato diversi anni fa e devo dire che non me la sono dimenticata!!!
Il conventino di San Giacomo è veramente un capolavoro, piccolo, semplice che ” si affaccia interamente tra le montagne da cui scorgere la valle. Qui, per chi vuole, la spiegazione ufficiale del sito sul conventino e la sua storia. Ho fame, chiederei un pasto ai frati o a qualcuno del paese, ma preferisco acquistare qualcosa al supermarket. Prendo un barattolo di ceci, un po’ di pane e un frutto. Mi siedo fuori al convento e il frate che stava in cortile mi saluta e mi chiede subito se avevo mangiato.  Io gli dico che stavo per farlo e così, dopo qualche minuto di chiacchiera e conoscenza, mi invita a mangiare qualcosa insieme agli altri. Così accetto, lascio “cane” fuori (sapendo tranquillamente di ritrovarlo li) e prendo parte ad un allegro e semplice pasto insieme a dei nuovi amici. C’è una buona minestra di fagioli tiepida, saporita e che divoro in un attimo! 🙂 Adoro le minestre, è il mio piatto preferito. E’ completo, un piatto unico e facile a smaltire proprio per chi viaggia e cammina!

Io e “cane” ci rilassiamo fuori al sole. Mi tolgo gli scarponi e le calze e vedo che non è apparsa ancora nessuna vescica! “Cane” dorme vicino a me, ogni tanto alza lo sguardo per vedere se ci sono e poi si ributta giù con la lingua fuori davvero sfinito! Non mi si stacca, che devo riportarmelo a Roma?! Mmm

Sono le ore 14.30, ho fatto … anzi, abbiamo fatto due ore di pausa e relax in questo posto, io e Cane, e  c’è scappata anche la “pennichella” per entrambi ma ora voglio rimettermi in viaggio per lasciare il Lazio e raggiungere L’ Umbria!

Se voglio continuare  a piedi, vagabondo, sul cammino dovrei prendere la direzione Piediluco … E sarei quindi già in Umbria.
21 km davanti a me … Non ci penso troppo, direzione Piediluco e … marcia!  Il cane è sempre qui con me!
Scendendo, passo per un tratto nuovamente per il paese Poggio Bustone e attraverso una piazzetta con dei giardini, sono proprio i ” I Giardini di Marzo” che ispirarono la canzone di Lucio … Al centro poi, anche una sua bellissima statua.

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La statua di Lucio Battisti, nei Giardini di Marzo a Poggio Bustone

 

Scendendo  ancora trovo una piazzetta con un distributore dove con solo 10 centesimi puoi riempire la tua borraccia di 1 litro e mezzo di acqua naturale o frizzante … La trovo una grande idea soprattutto per chi come me, compiendo il percorso a piedi, ha bisogno di bere e riempire la sua borraccia.

Vagabondo

 

Durante il tragitto cerco di ragionare sui tempi e i posti per dormire ma non mi viene in mente nulla!
“Cane” mi guarda e sono un po’ triste perché strada facendo se capiterà vorrei prendere un pullman o trovare un passaggio per proseguire e ciò significa che dovrò separarmi da lui. È solo una mattinata che ci conosciamo ma lui mi ha saputo rapire cuore e attenzione! È davvero bello, è il cane che vorrei… Ma come faccio? Se decidessi di portarlo via con me mi tocchera’ comprare un guinzaglio e museruola e prendere un treno per Roma e concludere così la scarpinata. Che indecisione! Lui non molla, appena cerco di dirgli ” fermo qui, basta” oppure ” devi tornare indietro” lui mi guarda la mano che gesticola e mi lecca! Devo decidere ora, perché non posso portarlo con me oltre e poi lasciarlo in un posto che non è il suo, sarebbe come abbandonarlo … Devo per forza separarmi qui, così è anche più facile per lui. Niente, cerco di chiedere consigli a qualche amico, mandando messaggi , a mia sorella che mi dice di riportarlo a Roma, qualcun’altro mi consiglia di no … Insomma ho deciso che come per tutto il resto il saranno il caso, il cammino e il “momento” a decidere! Infatti dopo circa 3 km verso Piediluco si ferma una macchina e mi chiede se voglio un passaggio, sono moglie, marito e un bambino di 8 anni … Stavo per dirgli “no, grazie … c’è il cane “! ma penso all’istante che è’ l’unica occasione per separarmi da lui. Spiego a loro che non è il mio cane che quindi possono star tranquilli, mi avvicino a lui, gli prendo muso e gli dico ” mi raccomando, torna indietro”. Monto in macchina e … brutta scena, veramente brutta: lui rimane scondinzolante fuori, la macchina,  partiamo e io faccio la “cavolata del secolo” e cioè mi giro a guardare … È così vedo il cane che corre dietro la macchina … Vabbe’ … Triste storia! Però sono sereno perché so che è ancora nelle sue zone e che comunque non potevo portarlo con me oltre. Ciao amico mio!

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Lui è “Cane”. Ti porterò sempre con me …

I tipi che mi hanno caricato sono di Roma, e da 3 anni si sono trasferiti a Terni per motivi di lavoro, ora però sono diretti a Ferentillo un paesino in provincia di Terni nel pieno della valle Nerina, in cui sostai una volta proprio percorrendo a piedi  la valle del fiume Nera, ed è un paesino piccolo,  ma molto carino. Con il cellulare consulto un attimo Google e vedo che con 4-5 ore da lì potrei raggiungere Spoleto, quindi Si, per me va bene Ferentillo e non l’altra opzione che è’ Terni stessa!
Ferentillo offre molte, ma molte opportunità di attività all’aria aperta: oltre che essere vicinissimo alle cascate delle Marmore, sul fiume Nera per un tratto si possono  praticare canoa e  rafting, sulle pareti della montagna si pratica climbing e poi ci sono vari percorsi di bike excursion. La conversazione in macchina non è delle più edificanti, stiamo mezz’ora ad ascoltare le varie telefonate della tipa che riceve e che fa, parlando  del figlio che è seduto dietro, vicino a me e di cui sembra non fregargliene proprio nulla! Mi lasciano in un punto dopo Ferentillo, già sulla strada per Spoleto. Li ringrazio, scendo dalla macchina e proseguo.

Sono stanco e voglio arrivare ormai a Spoleto il prima possibile! Mi avvantaggio e comincio a cercare qualcosa per dormire e trovo un super offertone a €20 in pieno centro, una stanza – monolocale, e tramite booking la prenoto, così se all’ultimo cambio idea non ho nessun obbligo.
Mentre cammino ogni tanto mi guardo intorno per vedere se il cane ancora mi fa strada … Ahahah, ci penso!
Incontro un baretto e mi fermo per un caffè, ci sono delle persone attrezzate per trekking e che fanno sosta anche loro. Uscito dal bar provo a fare autostop ma nulla… Continuo a camminare per un’altra oretta e poi riprovo e stavolta non ci metto poi così tanto a trovare un passaggio per Spoleto perché la maggior parte delle macchine che passano di qui si dirige da quelle parti. Sono due ragazzi a caricarmi, Gianni e Serena di Terni che si recano a Spoleto. Anche stavolta parlo poco con loro, strano … 30 minuti e siamo a Spoleto. Mi lasciano in via Trento e Trieste, che è una delle vie principali tra la stazione e il centro storico.
Prima cosa, cerco subito l’alloggio così posso lasciare lo zaino e girare più libero.
La camera non è vicina da dove mi trovo, è nella parte centrale e alta di Spoleto, in via della Trattoria, pieno centro storico, si chiama Corpinghouse ed è una palazzina con 3 diversi tipi di alloggi; il mio è un piccolo monolocale attrezzato e pulito, se si viaggia in due hanno disponibile anche altre soluzioni.
Sono le ore 18.00 … Mi faccio una doccia, mi rilasso un po, finisco di scrivere la tappa di ieri, la pubblico e mi addormento una mezz’ora.

vagabondo

 

Ci voleva proprio questo riposino, ora sono più affamato di prima, quindi mi vesto ed esco per esplorare questa città che mai avevo visto prima e per trovare anche un posto per mangiare.
Spoleto e’ ricca di buoni ristoranti e di ottime vinerie, dal clima intimo e rilassante in cui si può gustare un buon bicchiere di rosso accompagnato da dolci rustici tipici.
Io ho cenato da ” 9Cento casual restaurant ” scoperto casualmente girando per le vie. Da fuori mi attirava lo stile e l’atmosfera interna. Ve lo consiglio, non molto distante dal duomo e in un vicolo davvero romantico. Provvedono anche a piatti Gluten free e vegani e dispongono di una delle migliori cantine che si possono trovare nei ristoranti della città! Non molto distante dal duomo.

E domani ? Ancora Vagabondo alla scoperta di Spoleto!